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Guida Completa al Calcolo Contributi INPS Autonomi 2026

202615 min di lettura
Guida Completa al Calcolo Contributi INPS Autonomi 2026

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# Guida Completa al Calcolo dei Contributi INPS per Autonomi nel 2026

Benvenuti nella guida definitiva al calcolo dei contributi INPS per i lavoratori autonomi in Italia per l'anno 2026. Se sei un libero professionista, un collaboratore coordinato e continuativo (Co.Co.Co.) o un artigiano/commerciante, comprendere il funzionamento del sistema previdenziale italiano è fondamentale per la tua pianificazione finanziaria e per assicurarti un futuro sereno. In questo articolo, esploreremo in dettaglio le aliquote, i minimali e i massimali di reddito, le scadenze e tutte le novità introdotte per il 2026, fornendo esempi pratici e risposte alle domande più frequenti.

Introduzione: Comprendere i Contributi INPS per i Lavoratori Autonomi

Il sistema previdenziale italiano è complesso e in continua evoluzione. Per i lavoratori autonomi, la gestione dei contributi INPS rappresenta un aspetto cruciale che incide direttamente sul reddito disponibile e sulla futura pensione. Ignorare o sottovalutare questo aspetto può portare a sanzioni, ritardi nell'accesso alle prestazioni e, in ultima analisi, a una minore sicurezza economica.

Chi sono i lavoratori autonomi e perché devono versare i contributi INPS?

I lavoratori autonomi sono coloro che svolgono un'attività lavorativa in proprio, senza vincoli di subordinazione. Questa categoria include liberi professionisti (con o senza cassa previdenziale), artigiani, commercianti e collaboratori coordinati e continuativi. Tutti questi soggetti sono tenuti a versare i contributi previdenziali all'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) per finanziare la propria futura pensione e altre prestazioni sociali, come la maternità, la malattia e la disoccupazione (ISCRO).

Il versamento dei contributi INPS non è solo un obbligo legale, ma anche un investimento nel proprio futuro. Contribuisce a costruire la propria posizione previdenziale, garantendo l'accesso a prestazioni fondamentali in caso di vecchiaia, invalidità o decesso. Per un approfondimento sul calcolo delle imposte in generale, puoi consultare la nostra guida sul Calcolo IVA.

L'importanza della Gestione Separata INPS

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico istituito nel 1995 per coprire tutti quei lavoratori autonomi che non rientrano nelle casse previdenziali specifiche di categoria (come ad esempio avvocati, medici, ingegneri con proprie casse). È il regime previdenziale di riferimento per la maggior parte dei liberi professionisti senza albo, dei Co.Co.Co. e di altre figure assimilate. La sua importanza risiede nella capacità di offrire una copertura previdenziale a una vasta platea di lavoratori, garantendo loro l'accesso a prestazioni pensionistiche e assistenziali. Per capire meglio come si calcola il proprio stipendio netto, un argomento correlato, visita il Calcolo Stipendio Netto.

Le Aliquote Contributive INPS per la Gestione Separata nel 2026

Le aliquote contributive determinano la percentuale del reddito imponibile che deve essere versata all'INPS. Per il 2026, la Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 ha definito le aliquote specifiche per le diverse categorie di iscritti alla Gestione Separata. È fondamentale conoscere queste percentuali per calcolare correttamente i propri oneri previdenziali.

Aliquote per Collaboratori Coordinati e Continuativi (Co.Co.Co.) e figure assimilate

Per i collaboratori coordinati e continuativi e le figure assimilate, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata e non titolari di pensione o di altra forma di previdenza obbligatoria, l'aliquota contributiva IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per il 2026 è pari al 33%. A questa si aggiungono altre aliquote minori per finanziare prestazioni come maternità, assegni per il nucleo familiare, malattia e DIS-COLL (indennità di disoccupazione). La somma di queste aliquote aggiuntive porta l'aliquota totale a 35,03% per i soggetti senza altra copertura previdenziale obbligatoria e non titolari di pensione e di Partita IVA. Per chi è già pensionato o assicurato presso altre forme di previdenza obbligatoria, l'aliquota IVS scende al 24%, con un'aliquota totale del 26,03% (se applicabile la DIS-COLL).

Categoria Aliquota IVS Aliquote Aggiuntive Aliquota Totale Note
Co.Co.Co. senza altra copertura 33,00% 0,50% (maternità/ANF/malattia) + 0,22% (D.M. 2007) + 1,31% (DIS-COLL) 35,03% Include copertura per disoccupazione
Co.Co.Co. con altra copertura/pensionati 24,00% 0,50% (maternità/ANF/malattia) + 0,22% (D.M. 2007) + 1,31% (DIS-COLL) 26,03% Aliquota IVS ridotta

Aliquote per Liberi Professionisti senza Cassa Previdenziale Propria

I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, che non sono assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria e non sono pensionati, devono versare un'aliquota contributiva IVS pari al 25%. A questa si aggiungono le aliquote per maternità, malattia, degenza ospedaliera e l'ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa). L'aliquota aggiuntiva totale è pari a 1,07% (0,50% + 0,22% + 0,35% ISCRO). Pertanto, l'aliquota complessiva per i liberi professionisti senza altra copertura previdenziale è del 26,07%.

Categoria Aliquota IVS Aliquote Aggiuntive Aliquota Totale Note
Liberi Professionisti senza altra copertura 25,00% 0,50% (maternità/ANF/malattia) + 0,22% (D.M. 2007) + 0,35% (ISCRO) 26,07% Include copertura ISCRO

Aliquote per Soggetti con Altra Copertura Previdenziale o Pensionati

Per i titolari di reddito autonomo che sono già pensionati o assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria, l'aliquota IVS è confermata al 24%. A questa aliquota si aggiungono le aliquote minori per le prestazioni non pensionistiche, portando l'aliquota totale a 26,03% se è inclusa la DIS-COLL (per i parasubordinati) o 24,72% se è inclusa l'ISCRO (per i professionisti). È importante notare che per questi soggetti, l'aliquota IVS è ridotta in considerazione della loro già esistente copertura previdenziale. Per maggiori dettagli su come i contributi influenzano il costo del lavoro, puoi consultare il Calcolo Costo Dipendente.

Minimale e Massimale di Reddito per il Calcolo dei Contributi 2026

Il calcolo dei contributi INPS non si basa sull'intero reddito prodotto, ma è soggetto a limiti minimi e massimi stabiliti annualmente dall'INPS. Questi valori sono cruciali per determinare l'importo effettivo dei contributi dovuti.

Il Reddito Minimale: Soglia per l'Accredito Contributivo

Per l'anno 2026, il minimale di reddito previsto è pari a 18.808,00 euro. Questo significa che, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto, i contributi minimi dovuti vengono calcolati su questa soglia. Il versamento dei contributi sul minimale garantisce l'accredito di un intero anno di contribuzione ai fini pensionistici. Se il reddito effettivo è inferiore al minimale, i contributi saranno comunque calcolati sul minimale. Se il reddito supera il minimale, i contributi saranno calcolati sul reddito effettivo fino al raggiungimento del massimale.

Categoria Reddito Minimale Contributo Annuo (aliquota 24%) Contributo Annuo (aliquota 26,07%) Contributo Annuo (aliquota 35,03%)
Tutti gli iscritti 18.808,00 € 4.513,92 € 4.903,25 € 6.588,44 €

Il Reddito Massimale: Limite per il Calcolo dei Contributi

Per l'anno 2026, il massimale di reddito su cui si applicano le aliquote contributive è pari a 122.295,00 euro. Questo significa che, anche se il reddito del lavoratore autonomo supera questa cifra, i contributi INPS verranno calcolati solo fino al raggiungimento del massimale. La parte di reddito eccedente il massimale non è soggetta a contribuzione INPS. Questo limite è importante per i lavoratori con redditi elevati, in quanto stabilisce un tetto massimo all'importo dei contributi dovuti. Per una comprensione più ampia dei calcoli finanziari, potresti trovare utile il Calcolo Percentuale.

Ripartizione dell'Onere Contributivo: Chi Paga Cosa?

La ripartizione dell'onere contributivo varia a seconda della tipologia di lavoratore autonomo e del rapporto contrattuale. È fondamentale distinguere tra committenti e collaboratori, e tra liberi professionisti con e senza cassa.

Contributi per Committenti e Collaboratori: la divisione 1/3 e 2/3

Per i collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.) e figure assimilate, l'onere contributivo è ripartito tra il committente e il collaboratore. La ripartizione è stabilita nella misura di un terzo (1/3) a carico del collaboratore e due terzi (2/3) a carico del committente. L'obbligo del versamento dei contributi è in capo al committente, che deve eseguire il pagamento entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso, tramite il modello F24 telematico. Questo meccanismo assicura che entrambi i soggetti contribuiscano al finanziamento della posizione previdenziale del collaboratore. Per approfondire il tema dei prestiti e delle rate, consulta il Calcolo Rata Prestito.

Contributi per Liberi Professionisti: onere a carico esclusivo

Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, l'intero onere contributivo è a carico esclusivo del professionista stesso. Non vi è alcuna ripartizione con un committente, in quanto il professionista opera in totale autonomia. Il versamento deve essere eseguito, tramite modello F24 telematico, alle scadenze fiscali fissate per il pagamento delle imposte sui redditi (saldo dell'anno precedente, primo e secondo acconto dell'anno in corso). È essenziale che i liberi professionisti pianifichino attentamente questi versamenti per evitare sanzioni e interessi di mora. Per una gestione più efficiente delle finanze, potrebbe interessarti il Calcolo Margine.

Casi Specifici e Novità per il 2026

Il panorama dei contributi INPS per gli autonomi è in continua evoluzione, con l'introduzione di nuove normative e categorie di lavoratori. Il 2026 porta con sé alcune specificità che meritano attenzione.

Lavoro Sportivo nel Settore del Dilettantismo: Regole Speciali

Il settore del lavoro sportivo dilettantistico ha visto l'introduzione di regole specifiche per la contribuzione INPS. I lavoratori sportivi dell'area del dilettantismo che svolgono prestazioni autonome sono obbligati all'assicurazione previdenziale e assistenziale presso la Gestione Separata. La contribuzione pensionistica è calcolata sulla parte di compenso che eccede i 5.000 euro annui. Per i lavoratori privi di altra forma previdenziale obbligatoria, l'aliquota IVS è del 25%. Inoltre, è dovuta una contribuzione aggiuntiva ai fini previdenziali pari all'1,07% (0,50% per malattia e degenza ospedaliera, 0,22% per maternità e 0,35% per ISCRO), portando l'aliquota totale al 26,07%. Fino al 31 dicembre 2027, la contribuzione IVS è calcolata sul 50% dell'imponibile contributivo. Per approfondire, si può consultare la circolare INPS n. 88 del 31 ottobre 2023.

Addetti al Controllo e Disciplina delle Corse Ippiche: Nuove Disposizioni

Dal 1° gennaio 2025, gli addetti al controllo e alla disciplina delle corse ippiche e delle manifestazioni del cavallo da sella sono soggetti all'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. L'obbligo contributivo scatta al superamento dei 5.000 euro annui di compenso. Fino al 31 dicembre 2027, l'imponibile contributivo ai fini IVS è calcolato sul 50% dei compensi erogati, con un'aliquota IVS del 25%. Anche per questa categoria sono previste aliquote aggiuntive per prestazioni non pensionistiche, simili a quelle dei liberi professionisti, portando l'aliquota totale al 26,07% per i soggetti senza altra copertura previdenziale. Per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria, l'aliquota IVS è del 24%.

ISCRO: L'Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa

L'ISCRO è un'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, introdotta per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata. È una misura di sostegno al reddito per i professionisti che si trovano in difficoltà economica. Per il finanziamento dell'ISCRO, è prevista un'aliquota aggiuntiva dello 0,35% per i liberi professionisti. Questa indennità rappresenta un importante strumento di welfare per la categoria, offrendo una rete di sicurezza in momenti di crisi. Per informazioni più dettagliate su come calcolare gli interessi legali, visita il Calcolo Interessi Legali.

Come Calcolare i Contributi INPS: Esempi Pratici

Per rendere più chiara la comprensione del calcolo dei contributi INPS, presentiamo alcuni esempi pratici basati sulle aliquote e i massimali/minimali del 2026.

Esempio 1: Libero Professionista senza altra cassa

Mario è un libero professionista senza cassa previdenziale propria, iscritto alla Gestione Separata. Nel 2026, il suo reddito imponibile è di 30.000 euro. Non è pensionato e non ha altre coperture previdenziali.

* Aliquota totale: 26,07% (25% IVS + 1,07% aliquote aggiuntive) * Reddito imponibile: 30.000 euro * Contributi INPS dovuti: 30.000 € * 26,07% = 7.821 euro

Se il reddito di Mario fosse stato di 15.000 euro (inferiore al minimale di 18.808 euro), i contributi sarebbero stati calcolati sul minimale:

* Contributi INPS dovuti (sul minimale): 18.808 € * 26,07% = 4.903,25 euro

Esempio 2: Collaboratore Co.Co.Co.

Luisa è una collaboratrice Co.Co.Co. con un reddito imponibile di 25.000 euro nel 2026. Non ha altre coperture previdenziali e non è pensionata.

* Aliquota totale: 35,03% (33% IVS + 2,03% aliquote aggiuntive) * Reddito imponibile: 25.000 euro * Contributi INPS totali: 25.000 € * 35,03% = 8.757,50 euro * Quota a carico di Luisa (1/3): 8.757,50 € / 3 = 2.919,17 euro * Quota a carico del committente (2/3): 8.757,50 € * 2 / 3 = 5.838,33 euro

Esempio 3: Libero Professionista con altra copertura previdenziale

Giovanni è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata, ma è anche iscritto a una cassa previdenziale di categoria (es. ingegneri). Nel 2026, il suo reddito imponibile dalla Gestione Separata è di 40.000 euro.

* Aliquota IVS: 24% (per soggetti con altra copertura) * Aliquota aggiuntiva (ISCRO): 0,35% * Aliquota totale: 24% + 0,72% (maternità/ANF/malattia) + 0,35% (ISCRO) = 25,07% * Reddito imponibile: 40.000 euro * Contributi INPS dovuti: 40.000 € * 25,07% = 10.028 euro

Esempio 4: Artigiano con reddito elevato

Paolo è un artigiano con un reddito imponibile di 150.000 euro nel 2026. È iscritto alla Gestione Artigiani e Commercianti, ma per semplicità consideriamo l'applicazione del massimale per la Gestione Separata.

* Aliquota IVS: 24% (per artigiani, per semplicità, sebbene la Gestione Separata abbia aliquote diverse) * Reddito imponibile: 150.000 euro * Massimale di reddito: 122.295,00 euro * Contributi INPS dovuti (sul massimale): 122.295 € * 24% = 29.350,80 euro

In questo caso, nonostante il reddito elevato, i contributi vengono calcolati solo fino al massimale. Per informazioni sul Calcolo Bollo Auto o Calcolo IMU, puoi consultare le nostre guide dedicate.

Scadenze e Modalità di Versamento dei Contributi INPS

Il rispetto delle scadenze e delle modalità di versamento è cruciale per evitare sanzioni e interessi di mora. L'INPS ha stabilito procedure precise per il pagamento dei contributi.

Versamento tramite Modello F24

Il versamento dei contributi INPS per gli autonomi avviene principalmente tramite il Modello F24 telematico. Questo modello unificato consente di pagare in un'unica soluzione diverse imposte e contributi. È possibile compilarlo e inviarlo online tramite i servizi dell'Agenzia delle Entrate o avvalendosi di intermediari abilitati (CAF, commercialisti). Per i committenti, il versamento deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di corresponsione del compenso. Per i liberi professionisti, le scadenze coincidono con quelle delle imposte sui redditi.

Acconti e Saldi: le date da ricordare

Le scadenze per il versamento dei contributi INPS per i liberi professionisti seguono generalmente quelle delle imposte sui redditi, prevedendo un saldo per l'anno precedente e due acconti per l'anno in corso. È fondamentale tenere a mente queste date per una corretta pianificazione finanziaria. Gli acconti per l'anno di imposta 2026 devono essere calcolati applicando le aliquote in vigore per il 2026. Per ulteriori dettagli sulla gestione separata, visita il Calcolo Gestione Separata.

Domande Frequenti (FAQ) sui Contributi INPS Autonomi

Ecco alcune delle domande più comuni sui contributi INPS per i lavoratori autonomi, con risposte dettagliate per chiarire ogni dubbio.

Cos'è la Gestione Separata INPS?

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico istituito nel 1995 per tutti i lavoratori autonomi che non hanno una propria cassa previdenziale di categoria. Include liberi professionisti senza albo, collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.), venditori porta a porta e altre figure assimilate. Offre copertura previdenziale per vecchiaia, invalidità, superstiti e altre prestazioni sociali come maternità, malattia e ISCRO.

Qual è la differenza tra minimale e massimale di reddito?

Il minimale di reddito è la soglia minima di reddito su cui vengono calcolati i contributi INPS, anche se il reddito effettivo è inferiore. Garantisce l'accredito di un anno intero di contribuzione. Per il 2026, è di 18.808 euro. Il massimale di reddito è il limite massimo di reddito su cui si applicano le aliquote contributive. La parte di reddito che eccede il massimale non è soggetta a contribuzione. Per il 2026, è di 122.295 euro.

Posso dedurre i contributi INPS?

Sì, i contributi INPS versati alla Gestione Separata sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini fiscali. Questo significa che l'importo dei contributi versati riduce la base imponibile su cui vengono calcolate le imposte, portando a un risparmio fiscale. È un aspetto importante da considerare nella pianificazione fiscale del lavoratore autonomo.

Cosa succede se non pago i contributi INPS?

Il mancato o ritardato versamento dei contributi INPS comporta l'applicazione di sanzioni e interessi di mora. L'INPS può avviare procedure di recupero crediti, che possono includere cartelle esattoriali e pignoramenti. Inoltre, il mancato versamento può compromettere la propria posizione previdenziale, ritardando o riducendo l'accesso alle prestazioni future. È sempre consigliabile regolarizzare la propria posizione il prima possibile.

Come posso verificare la mia posizione contributiva?

È possibile verificare la propria posizione contributiva accedendo al sito dell'INPS tramite SPID, CIE o CNS. Nell'area riservata, è disponibile il fascicolo previdenziale del cittadino, dove è possibile consultare l'estratto conto contributivo, verificare i versamenti effettuati e simulare la propria pensione. Per informazioni sul Calcolo Ferie e Permessi o Calcolo TFR, consulta le nostre guide.

Quali sono le sanzioni per il ritardato pagamento?

Le sanzioni per il ritardato pagamento dei contributi INPS sono stabilite dalla legge e variano in base al periodo di ritardo. Generalmente, si applicano interessi di mora e una sanzione civile. È fondamentale consultare le normative INPS aggiornate o rivolgersi a un professionista per conoscere l'esatto importo delle sanzioni in caso di ritardo.

L'ISCRO è obbligatoria per tutti i professionisti?

L'ISCRO è finanziata da un'aliquota aggiuntiva dello 0,35% a carico dei liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata. Non è obbligatoria per tutti, ma è un contributo che garantisce l'accesso a un'indennità in caso di calo significativo del reddito. La sua applicazione dipende dalla categoria di appartenenza e dalle condizioni specifiche previste dalla normativa.

Come influisce la riforma dello sport sui contributi INPS?

La riforma dello sport ha introdotto importanti novità per i lavoratori sportivi dilettantistici, sia autonomi che parasubordinati. Ha definito nuove modalità di calcolo dei contributi, franchigie e aliquote specifiche, con un regime transitorio fino al 31 dicembre 2027. È un'area complessa che richiede attenzione alle specifiche normative per evitare errori nel calcolo e nel versamento dei contributi. Per approfondire il tema della rendita catastale, visita il Calcolo Rendita Catastale.

Posso rateizzare i contributi INPS?

Sì, in determinate condizioni è possibile rateizzare il pagamento dei contributi INPS. L'INPS prevede diverse opzioni di rateazione per agevolare i contribuenti in difficoltà economica. È necessario presentare una richiesta specifica all'Istituto, che valuterà la situazione e concederà la rateazione secondo le proprie disposizioni. È sempre consigliabile informarsi preventivamente sulle condizioni e i requisiti per accedere alla rateazione.

Quali sono i vantaggi di versare i contributi INPS?

Versare i contributi INPS garantisce l'accesso a una serie di prestazioni fondamentali, tra cui la pensione di vecchiaia, la pensione di invalidità, la pensione ai superstiti, l'indennità di maternità, l'indennità di malattia e, per alcune categorie, l'ISCRO. Contribuire al sistema previdenziale significa costruire una rete di sicurezza per sé stessi e per la propria famiglia, assicurando un futuro più stabile e protetto. Per un'analisi sulla plusvalenza, consulta il Calcolo Plusvalenza.

C'è un limite di età per versare i contributi INPS?

Non esiste un limite di età massimo per versare i contributi INPS. L'obbligo contributivo persiste finché si svolge un'attività lavorativa che rientra nelle categorie soggette a contribuzione. Tuttavia, l'età anagrafica e contributiva sono fattori determinanti per l'accesso alla pensione di vecchiaia e ad altre prestazioni. È consigliabile verificare i requisiti specifici per ogni prestazione.

I contributi INPS sono uguali per tutti i lavoratori autonomi?

No, i contributi INPS non sono uguali per tutti i lavoratori autonomi. Le aliquote e le modalità di calcolo variano in base alla categoria di appartenenza (liberi professionisti senza cassa, Co.Co.Co., artigiani, commerci, ecc.), alla presenza di altre coperture previdenziali e al reddito prodotto. È fondamentale identificare correttamente la propria categoria e le aliquote applicabili per un calcolo preciso dei contributi. Per un esempio di calcolo specifico, puoi visitare il Calcolo Cedolare Secca.

Conclusioni: L'Importanza di una Corretta Gestione Contributiva

La gestione dei contributi INPS per i lavoratori autonomi è un aspetto di fondamentale importanza che richiede attenzione e conoscenza delle normative vigenti. Comprendere le aliquote, i minimali e i massimali di reddito, le scadenze e le specificità di ogni categoria è essenziale per garantire la propria sicurezza previdenziale e per evitare spiacevoli sorprese. Una corretta pianificazione e un costante aggiornamento sulle normative INPS sono la chiave per un futuro finanziario sereno.

Strumenti utili per il calcolo e la gestione

Esistono numerosi strumenti online e software gestionali che possono aiutare i lavoratori autonomi nel calcolo e nella gestione dei propri contributi INPS. Molti di questi strumenti offrono funzionalità di simulazione e promemoria delle scadenze, semplificando un processo che altrimenti potrebbe risultare complesso. L'INPS stesso mette a disposizione servizi online per la consultazione della propria posizione contributiva e per la simulazione della pensione.

Consulenza professionale: quando è necessaria

Data la complessità della materia, in molti casi può essere opportuno avvalersi della consulenza di un commercialista o di un esperto previdenziale. Questi professionisti possono fornire un supporto personalizzato, aiutando a interpretare correttamente le normative, a ottimizzare la propria posizione contributiva e a gestire eventuali problematiche. Investire in una buona consulenza può tradursi in un significativo risparmio di tempo e denaro, oltre a garantire la massima conformità alle leggi. Per ulteriori informazioni sui contributi INPS, puoi consultare il Calcolo Contributi INPS.

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