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Calcolo Plusvalenza Immobiliare: Guida Completa 2026

19 Febbraio 202618 min di lettura
Calcolo Plusvalenza Immobiliare: Guida Completa 2026

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# Calcolo Plusvalenza Immobiliare: Guida Completa alla Tassazione e alle Esenzioni

Meta Description: Scopri tutto sulla plusvalenza immobiliare in Italia: come si calcola, quando si paga, le esenzioni e le differenze tra tassazione IRPEF e imposta sostitutiva. Una guida essenziale per vendere casa senza sorprese fiscali.

Introduzione: Cos'è la Plusvalenza Immobiliare e Perché è Importante?

Nel dinamico mercato immobiliare italiano, la vendita di una proprietà può generare non solo un guadagno, ma anche specifici obblighi fiscali. Uno degli aspetti più rilevanti da considerare è la plusvalenza immobiliare, ovvero la differenza positiva tra il prezzo di vendita di un immobile e il suo costo di acquisto o costruzione, al netto di tutte le spese inerenti. Comprendere a fondo questo concetto è fondamentale per qualsiasi proprietario che intenda cedere un bene immobile, al fine di evitare spiacevoli sorprese e pianificare al meglio la propria strategia finanziaria [1].

La normativa italiana, in particolare gli articoli 67 e 68 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), disciplina in modo dettagliato le condizioni sotto le quali tale guadagno diventa imponibile. L'obiettivo principale di queste disposizioni è tassare le operazioni che presentano un intento speculativo, distinguendole dalle cessioni che non rientrano in questa casistica [2]. Questa guida completa esplorerà ogni sfaccettatura della plusvalenza immobiliare, dal calcolo alle modalità di tassazione, dalle esenzioni ai casi particolari, fornendo tutte le informazioni necessarie per affrontare la vendita di un immobile con consapevolezza e tranquillità.

Come si Calcola la Plusvalenza Immobiliare: La Formula Dettagliata

Il calcolo della plusvalenza immobiliare è un processo che richiede attenzione ai dettagli, poiché non si tratta semplicemente della differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto. È necessario considerare una serie di costi che possono ridurre l'importo imponibile, rendendo il calcolo più favorevole al contribuente. La formula base per determinare la plusvalenza è la seguente [3]:

Plusvalenza Immobiliare = Prezzo di Rivendita - (Costo di Acquisto/Costruzione + Spese Inerenti Documentate)

Analizziamo in dettaglio ciascun elemento della formula:

Prezzo di Rivendita

Questo è l'importo pattuito per la cessione dell'immobile. È il valore su cui si basa il calcolo iniziale della plusvalenza.

Costo di Acquisto o Costruzione

  • Costo di Acquisto: Corrisponde al prezzo pagato per l'acquisto dell'immobile, come risultante dall'atto notarile. In caso di immobili ricevuti in donazione, si assume come costo di acquisto quello sostenuto dal donante [1].
  • Costo di Costruzione: Se l'immobile è stato costruito dal cedente, si considerano tutti i costi sostenuti per la sua realizzazione, inclusi quelli relativi al terreno, ai materiali, alla manodopera e agli oneri di urbanizzazione [3].

Spese Inerenti Documentate

Le spese inerenti sono tutti quei costi sostenuti in relazione all'acquisto, alla costruzione o al miglioramento dell'immobile, che possono essere aggiunti al costo iniziale per ridurre la plusvalenza imponibile. È fondamentale che tali spese siano documentate per poter essere considerate nel calcolo. Tra le principali spese detraibili rientrano [3]:

  • Spese Notarili e Accessorie all'Acquisto: Includono l'onorario del notaio per l'atto di compravendita, le spese di registrazione e trascrizione.
  • Imposte Indirette: Le imposte pagate al momento dell'acquisto, come l'imposta di registro, l'imposta ipotecaria, l'imposta catastale o l'IVA, a seconda dei casi.
  • Spese Incrementative: Tutti i costi sostenuti per interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo che abbiano effettivamente aumentato il valore dell'immobile. È cruciale che questi interventi siano comprovati da fatture e bonifici parlanti.
  • Spese per Liberare l'Immobile da Vincoli: Eventuali costi sostenuti per eliminare servitù, ipoteche o altri vincoli che gravavano sulla proprietà.
  • Indennizzi a Inquilini: Somme corrisposte agli inquilini per ottenere il rilascio anticipato dell'immobile prima della vendita.

È importante sottolineare che le spese di manutenzione ordinaria non sono considerate spese incrementative e, pertanto, non sono detraibili ai fini del calcolo della plusvalenza.

Le Due Vie della Tassazione: IRPEF vs. Imposta Sostitutiva

Una volta calcolata la plusvalenza imponibile, il contribuente si trova di fronte a una scelta cruciale: come tassare questo guadagno? La normativa italiana offre due percorsi distinti, ciascuno con le proprie caratteristiche, vantaggi e svantaggi. La decisione tra tassazione ordinaria IRPEF e imposta sostitutiva del 26% dipende da diversi fattori, tra cui il reddito complessivo del venditore e la presenza di oneri deducibili e detraibili [3].

H3: Tassazione Ordinaria IRPEF

Optando per la tassazione ordinaria, la plusvalenza immobiliare viene considerata un "reddito diverso" e confluisce nel reddito complessivo del contribuente, sommándose agli altri redditi percepiti nell'anno (ad esempio, da lavoro dipendente o da pensione). L'importo della plusvalenza viene quindi tassato secondo gli scaglioni progressivi dell'IRPEF in vigore. Questo significa che l'aliquota applicata può variare in base al reddito totale, partendo da un minimo del 23% fino a un massimo del 43% [3].

Il principale vantaggio di questa opzione risiede nella possibilità di sfruttare oneri deducibili e detrazioni fiscali, che possono ridurre l'imposta lorda dovuta. Ad esempio, se il contribuente ha sostenuto spese mediche, interessi passivi sul mutuo della prima casa o altre spese detraibili, queste andranno a diminuire l'impatto fiscale della plusvalenza. Tuttavia, se il reddito complessivo è già elevato, questa scelta potrebbe rivelarsi meno conveniente, poiché la plusvalenza verrebbe tassata con le aliquote più alte.

La plusvalenza tassata con IRPEF deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi, compilando il Quadro D del Modello 730 o il Quadro RL del Modello Redditi Persone Fisiche [3].

H3: Imposta Sostitutiva del 26%

L'alternativa alla tassazione ordinaria è l'imposta sostitutiva, un'opzione che offre semplicità e, in molti casi, un notevole risparmio fiscale. Scegliendo questa via, si applica un'aliquota fissa del 26% sulla plusvalenza realizzata, indipendentemente dal reddito complessivo del venditore [1]. Questa imposta, come suggerisce il nome, sostituisce l'IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali.

La richiesta di applicazione dell'imposta sostitutiva deve essere fatta esplicitamente al notaio al momento dell'atto di vendita. Sarà poi il notaio stesso a versare l'imposta per conto del venditore, liberandolo da ulteriori adempimenti dichiarativi. Il grande vantaggio di questa opzione è la sua aliquota fissa e la non cumulabilità con gli altri redditi, che la rende particolarmente interessante per chi ha redditi elevati.

È importante notare, però, che l'imposta sostitutiva non è sempre applicabile. La legge esclude questa possibilità per le plusvalenze realizzate nell'esercizio di arti o professioni, nell'esercizio di imprese commerciali o da società di persone [1].

Quando la Plusvalenza Immobiliare Non si Paga: Casi di Esenzione

Non sempre la vendita di un immobile entro cinque anni dall'acquisto genera una plusvalenza tassabile. La normativa italiana prevede infatti alcune importanti eccezioni, pensate per escludere dalla tassazione le operazioni che non hanno un fine speculativo. Conoscere questi casi di esenzione è fondamentale per evitare di pagare imposte non dovute [2].

I principali casi in cui la plusvalenza immobiliare non è soggetta a tassazione sono:

  1. Vendita Dopo Cinque Anni: Se la vendita dell'immobile avviene dopo che sono trascorsi più di cinque anni dalla data di acquisto o di costruzione, la plusvalenza realizzata non è mai tassabile. Questo è il criterio temporale fondamentale stabilito dal legislatore per distinguere le operazioni speculative da quelle di normale gestione del patrimonio immobiliare [3].
  1. Abitazione Principale: La plusvalenza non è tassabile se l'immobile venduto è stato adibito ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari per la maggior parte del periodo intercorso tra l'acquisto (o la costruzione) e la vendita. Per "maggior parte del periodo" si intende più della metà del tempo. Ad esempio, se un immobile viene venduto dopo 4 anni dall'acquisto, è necessario avervi risieduto per almeno 2 anni e un giorno. La prova della destinazione ad abitazione principale può essere fornita tramite il certificato di residenza o le bollette delle utenze domestiche intestate al proprietario [2].
  1. Immobili Ereditati: Le plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili pervenuti per successione ereditaria non sono mai tassabili, indipendentemente dal tempo trascorso dalla data di apertura della successione [3]. Questa esenzione si applica anche se l'immobile viene venduto entro i cinque anni.
  1. Immobili Ricevuti in Donazione: Anche in questo caso, la plusvalenza non è tassabile se l'immobile è stato adibito ad abitazione principale del donatario per la maggior parte del periodo tra la donazione e la vendita. Tuttavia, se l'immobile donato non è stato utilizzato come abitazione principale, la plusvalenza è tassabile se la vendita avviene entro i cinque anni dalla data di acquisto da parte del donante [1].

Casistiche Particolari e Approfondimenti

Oltre ai casi generali di tassazione ed esenzione, esistono alcune situazioni specifiche che meritano un approfondimento, in quanto possono influenzare il calcolo e l'applicazione della plusvalenza immobiliare.

H3: Immobili Donati: La Decorrenza dei Cinque Anni

Quando un immobile viene ricevuto in donazione e successivamente venduto, la regola dei cinque anni per la tassazione della plusvalenza non decorre dalla data della donazione, bensì dalla data di acquisto dell'immobile da parte del donante [1]. Questo è un aspetto cruciale che può fare la differenza tra una plusvalenza tassabile e una esente. Se il donante aveva acquistato l'immobile più di cinque anni prima della vendita da parte del donatario, la plusvalenza non sarà tassabile, a meno che non si tratti di un terreno edificabile.

H3: Immobili Costruiti: Il Termine di Ultimazione

Per gli immobili che sono stati costruiti dal cedente, il periodo di cinque anni ai fini della plusvalenza decorre dalla data di ultimazione dell'edificazione [3]. È importante conservare tutta la documentazione relativa alla costruzione, inclusi i permessi e i certificati di fine lavori, per poter dimostrare la data esatta di ultimazione.

H3: Terreni Edificabili e Agricoli

La cessione di terreni edificabili è sempre soggetta a tassazione della plusvalenza, indipendentemente dal periodo di possesso. Per i terreni agricoli, la plusvalenza è tassabile se la vendita avviene entro i cinque anni dall'acquisto e se il terreno non è stato adibito a coltivazione da parte del cedente o dei suoi familiari [3].

H3: Cessione di Cubatura

La cessione di cubatura, ovvero la possibilità di edificare su un terreno utilizzando la volumetria disponibile su un altro, è considerata una cessione a titolo oneroso e, come tale, può generare una plusvalenza tassabile. La tassazione avviene in base al valore della cubatura ceduta.

H3: Il "Flipping Immobiliare" e la Partita IVA

Il "flipping immobiliare" consiste nell'acquisto di immobili, spesso da ristrutturare, con l'intento di rivenderli rapidamente per realizzare un profitto. Se questa attività viene svolta in modo abituale e continuativo, la legge la considera un'attività commerciale. In tal caso, il soggetto è obbligato ad aprire una Partita IVA e la plusvalenza sarà tassata come reddito d'impresa, con un regime fiscale differente rispetto a quello delle persone fisiche [3].

Esempi Pratici di Calcolo della Plusvalenza Immobiliare

Per chiarire i concetti esposti, analizziamo alcuni esempi pratici di calcolo della plusvalenza immobiliare in diverse situazioni.

Esempio 1: Vendita Entro 5 Anni con Tassazione IRPEF

Mario acquista un appartamento il 1° gennaio 2023 a 150.000 €. Sostiene 10.000 € di spese notarili e imposte. Il 1° luglio 2025 vende l'appartamento a 200.000 €. Non ha effettuato ristrutturazioni. Il suo reddito complessivo annuo è di 40.000 €.

  • Prezzo di Rivendita: 200.000 €
  • Costo di Acquisto: 150.000 €
  • Spese Inerenti: 10.000 €
  • Plusvalenza = 200.000 € - (150.000 € + 10.000 €) = 200.000 € - 160.000 € = 40.000 €

Mario opta per la tassazione IRPEF. Con un reddito di 40.000 €, la plusvalenza di 40.000 € si somma al suo reddito, portandolo a 80.000 €. L'aliquota IRPEF applicabile alla plusvalenza sarà del 43% (scaglione oltre 50.000 €). Imposta dovuta: 40.000 € * 43% = 17.200 €.

Esempio 2: Vendita Entro 5 Anni con Imposta Sostitutiva

Anna acquista un immobile il 1° marzo 2022 a 250.000 €. Sostiene 15.000 € di spese notarili e imposte. Nel 2023 effettua lavori di ristrutturazione documentati per 30.000 €. Il 1° settembre 2024 vende l'immobile a 350.000 €. Il suo reddito complessivo annuo è di 70.000 €.

  • Prezzo di Rivendita: 350.000 €
  • Costo di Acquisto: 250.000 €
  • Spese Inerenti (notarili + ristrutturazione): 15.000 € + 30.000 € = 45.000 €
  • Plusvalenza = 350.000 € - (250.000 € + 45.000 €) = 350.000 € - 295.000 € = 55.000 €

Anna opta per l'imposta sostitutiva. Imposta dovuta: 55.000 € * 26% = 14.300 €.

Esempio 3: Vendita Dopo 5 Anni (Esenzione)

Paolo acquista un terreno edificabile il 1° gennaio 2018 a 100.000 €. Sostiene 5.000 € di spese. Il 1° marzo 2024 vende il terreno a 180.000 €.

  • Prezzo di Rivendita: 180.000 €
  • Costo di Acquisto: 100.000 €
  • Spese Inerenti: 5.000 €
  • Plusvalenza = 180.000 € - (100.000 € + 5.000 €) = 180.000 € - 105.000 € = 75.000 €

Poiché la vendita avviene dopo più di cinque anni dall'acquisto (gennaio 2018 - marzo 2024), la plusvalenza è esente da tassazione, a meno che non si tratti di un terreno edificabile. In questo caso, trattandosi di terreno edificabile, la plusvalenza è sempre tassabile. Quindi, Paolo dovrà pagare l'imposta sulla plusvalenza di 75.000 €.

Esempio 4: Immobile Ereditato (Esenzione)

Laura eredita un appartamento il 1° febbraio 22023. Il valore dell'immobile al momento della successione è di 200.000 €. Il 1° dicembre 2025 vende l'appartamento a 230.000 €.

  • Prezzo di Rivendita: 230.000 €
  • Valore di Acquisto (eredità): 200.000 €
  • Plusvalenza = 230.000 € - 200.000 € = 30.000 €

Trattandosi di un immobile pervenuto per successione ereditaria, la plusvalenza è esente da tassazione, indipendentemente dal periodo di possesso.

Esempio 5: Abitazione Principale (Esenzione)

Giulia acquista un appartamento il 1° aprile 2023 a 180.000 €. Lo adibisce ad abitazione principale dal 1° maggio 2023 al 30 giugno 2025 (2 anni e 2 mesi). Il 1° luglio 2025 vende l'appartamento a 220.000 €.

  • Periodo di possesso: 2 anni e 3 mesi (aprile 2023 - luglio 2025).
  • Periodo come abitazione principale: 2 anni e 2 mesi.

Poiché l'immobile è stato adibito ad abitazione principale per la maggior parte del periodo di possesso (2 anni e 2 mesi su 2 anni e 3 mesi), la plusvalenza è esente da tassazione.

Esempio 6: Immobile Donato (con decorrenza dal donante)

Marco riceve in donazione un appartamento il 1° gennaio 2024. Il donante aveva acquistato l'appartamento il 1° marzo 2018. Marco vende l'appartamento il 1° dicembre 2025 a 280.000 €. Il costo di acquisto del donante era 200.000 € e le spese inerenti sostenute dal donante erano 10.000 €.

  • Prezzo di Rivendita: 280.000 €
  • Costo di Acquisto del donante: 200.000 €
  • Spese Inerenti del donante: 10.000 €
  • Data di acquisto del donante: 1° marzo 2018.
  • Data di vendita di Marco: 1° dicembre 2025.

Il periodo di possesso da considerare è quello del donante, che va dal 1° marzo 2018 al 1° dicembre 2025, ovvero più di 5 anni. Pertanto, la plusvalenza è esente da tassazione.

Esempio 7: Terreno Edificabile

Un'azienda acquista un terreno il 1° gennaio 2023 per 500.000 €. Il terreno è classificato come edificabile. Il 1° luglio 2024 l'azienda vende il terreno per 700.000 €. Le spese di acquisto e intermediazione ammontano a 20.000 €.

  • Prezzo di Rivendita: 700.000 €
  • Costo di Acquisto: 500.000 €
  • Spese Inerenti: 20.000 €
  • Plusvalenza = 700.000 € - (500.000 € + 20.000 €) = 700.000 € - 520.000 € = 180.000 €

Trattandosi di un terreno edificabile, la plusvalenza è sempre tassabile, indipendentemente dal periodo di possesso. L'azienda dovrà pagare l'imposta sulla plusvalenza di 180.000 € secondo il regime fiscale delle imprese.

FAQ: Domande Frequenti sulla Plusvalenza Immobiliare

Ecco alcune delle domande più comuni relative alla plusvalenza immobiliare.

H3: Cos'è la plusvalenza immobiliare?

La plusvalenza immobiliare è il guadagno che si realizza dalla vendita di un immobile a un prezzo superiore rispetto al suo costo di acquisto o costruzione, al netto delle spese inerenti. È un concetto fiscale che determina se e come tale guadagno debba essere tassato [1].

H3: Quando si paga la plusvalenza immobiliare?

La plusvalenza immobiliare si paga generalmente quando la vendita di un immobile avviene entro cinque anni dall'acquisto o dalla costruzione, e l'immobile non è stato adibito ad abitazione principale per la maggior parte di tale periodo. Esistono specifiche esenzioni per immobili ereditati o donati, o se la vendita avviene dopo i cinque anni [2].

H3: Quali sono le spese detraibili nel calcolo della plusvalenza?

Le spese detraibili includono tutti i costi documentati sostenuti in relazione all'immobile, come le spese notarili e le imposte pagate al momento dell'acquisto, le spese di intermediazione immobiliare, e i costi per interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione che ne hanno aumentato il valore [3].

H3: Posso evitare di pagare la plusvalenza?

Sì, è possibile evitare di pagare la plusvalenza se si rientra in uno dei casi di esenzione previsti dalla legge: vendita dopo cinque anni dall'acquisto/costruzione, immobile adibito ad abitazione principale per la maggior parte del periodo di possesso, o immobile pervenuto per successione ereditaria [2].

H3: Cosa succede se vendo un immobile ereditato?

La plusvalenza derivante dalla vendita di un immobile ereditato è sempre esente da tassazione, indipendentemente dal tempo trascorso dalla data di apertura della successione o dalla vendita [3].

H3: Qual è la differenza tra tassazione IRPEF e imposta sostitutiva?

La tassazione IRPEF prevede che la plusvalenza si sommi agli altri redditi e venga tassata secondo gli scaglioni progressivi, permettendo di sfruttare deduzioni e detrazioni. L'imposta sostitutiva, invece, applica un'aliquota fissa del 26% sulla plusvalenza, è richiesta al notaio e non si cumula con gli altri redditi, ma non è sempre applicabile [3].

H3: La plusvalenza si applica anche ai terreni?

Sì, la plusvalenza si applica anche ai terreni. In particolare, la cessione di terreni edificabili è sempre tassabile. Per i terreni agricoli, la plusvalenza è tassabile se la vendita avviene entro cinque anni dall'acquisto e non sono stati adibiti a coltivazione [3].

Tabelle Utili e Riferimenti

Per una maggiore chiarezza, presentiamo alcune tabelle riassuntive e i riferimenti normativi e informativi utilizzati per la redazione di questa guida.

H3: Tabella Comparativa: Tassazione IRPEF vs. Imposta Sostitutiva

Caratteristica Tassazione Ordinaria IRPEF Imposta Sostitutiva del 26%
Aliquota Progressiva (dal 23% al 43% in base agli scaglioni di reddito) Fissa al 26%
Cumulabilità Si cumula con gli altri redditi del contribuente Non si cumula con gli altri redditi
Deduzioni/Detrazioni Si possono sfruttare oneri deducibili e detraibili Non si possono sfruttare deduzioni e detrazioni
Dichiarazione Obbligatoria (Modello 730 o Redditi PF) Non obbligatoria, versamento tramite notaio
Applicabilità Sempre applicabile per persone fisiche Non applicabile per attività professionali/commerciali

H3: Tabella Riassuntiva: Casi di Tassazione ed Esenzione della Plusvalenza Immobiliare

Caso Tassabile? Note
Vendita entro 5 anni Se non è abitazione principale per la maggior parte del periodo
Vendita dopo 5 anni No Esente, salvo terreni edificabili
Abitazione principale No Se adibita a tale per la maggior parte del periodo di possesso
Immobile ereditato No Sempre esente
Immobile donato Dipende Se venduto entro 5 anni dall'acquisto del donante e non abitazione principale del donatario
Terreno edificabile Sempre tassabile, indipendentemente dal periodo di possesso
Terreno agricolo Dipende Tassabile se venduto entro 5 anni e non adibito a coltivazione
Cessione di cubatura Tassabile in base al valore della cubatura ceduta
Flipping immobiliare (abituale) Tassato come reddito d'impresa, obbligo di Partita IVA

H3: Tabella Scaglioni IRPEF (Aggiornata)

Scaglioni di Reddito (Euro) Aliquota IRPEF Imposta Dovuta (Esempio su limite superiore)
Fino a 28.000 23% 6.440 €
Da 28.001 a 50.000 35% 6.440 € + 35% sulla parte eccedente 28.000 €
Oltre 50.000 43% 14.140 € + 43% sulla parte eccedente 50.000 €

*Nota: Le aliquote IRPEF possono subire variazioni. Si consiglia di consultare sempre la normativa vigente o un professionista fiscale per informazioni aggiornate.*

Conclusioni e Consigli Utili

La plusvalenza immobiliare è un aspetto fiscale complesso ma di fondamentale importanza per chiunque intenda vendere un immobile in Italia. Comprendere le regole di calcolo, le diverse opzioni di tassazione e, soprattutto, i casi di esenzione, può fare la differenza tra un guadagno netto e una spiacevole sorpresa fiscale.

Come abbiamo visto, la scelta tra tassazione IRPEF e imposta sostitutiva dipende da molteplici fattori personali e finanziari. È cruciale valutare attentamente la propria situazione reddituale e la presenza di eventuali oneri deducibili o detraibili per optare per la soluzione più vantaggiosa.

In un contesto così articolato, il consiglio più prezioso è quello di affidarsi sempre a una consulenza professionale qualificata. Un commercialista o un consulente fiscale esperto potrà analizzare il vostro caso specifico, aiutarvi a calcolare correttamente la plusvalenza, individuare le spese detraibili e scegliere il regime di tassazione più conveniente, garantendovi la massima tranquillità e conformità alle normative vigenti.

Non lasciate che la complessità della normativa fiscale vi scoraggi. Con le giuste informazioni e il supporto adeguato, potrete affrontare la vendita del vostro immobile con serenità, massimizzando il vostro guadagno e rispettando tutti gli obblighi di legge.

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Riferimenti

[1] Agenzia delle Entrate. *Tassazione plusvalenze immobiliari - Che cos’è*. Disponibile su: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/pagamenti/tassazioneplusvalenze/cosa-tassazione-plusvalenze-immobiliari [2] MyProjectCasa. *Cos’è la plusvalenza immobiliare e come calcolarla?*. Disponibile su: https://myprojectcasa.it/blog/id/154/Cos-la-plusvalenza-immobiliare-e-come-calcolarla [3] Fiscomania. *Plusvalenza cessione immobili: Irpef o imposta 26%*. Disponibile su: https://fiscomania.com/plusvalenza-da-cessione-di-immobili/

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